sabato, 11 dicembre 2004

Turbamenti adolescenziali

Mi è accaduta una cosa che non so spiegarmi. Ossia, riesco a spiegarmela; ma sapete, sono un adolescente, sono nato da un paio di mesi, in fondo. Anche se ho un'esatta cognizione di ciò che accade al rollingball nel suo ultimo istante di vita, che coincide col momento in cui si riproduce, emotivamente non sono ancora pronto per certe cose. Vi racconto l'accaduto.
Avevo rovesciato sul pavimento alcuni sacchetti d'immondizie fragranti (faccio sempre così: rovescio il mio pranzo-cena sul pavimento, poi mi ci tuffo e il pasto ha inizio); stavo giusto rimescolando quel bendidio rotolandomi voluttuosamente tra bucce di banana, piatti di plastica incrostati di sughi e muffe, yogurt scaduti, uova marce, bottiglie di plastica, maglioni come nuovi, bucce di patata e patate intere (sciuponi!, erano solo un po' rattrappite e puzzavano di ammoniaca), quando scorgo qualcosa... qualcosa di tondo sulla copertina di una rivista spiegazzata. Ragazzi, non buttate la carta nel cassonetto dei rifiuti generici, e soprattutto non fatemi certi scherzi. Io non so cosa mi è successo, non sono ancora pronto per queste cose. Sono ancora un cucciolo di rollingball, ripeto. Guardavo quell’immagine e… la mia pelle liscia diventava d'un tratto rugosa, irregolare. Come dei rigonfiamenti simili a spore (che poi erano le mie spore, in effetti) mi crescevano a vista d'occhio dappertutto: palle dure, turgide, simili a pustole in procinto di scoppiare. Alcune si sono addirittura staccate dal mio corpo e sono schizzate come proiettili contro le pareti e il soffitto. Un fuoco d’artificio di palle che partivano in tutte le direzioni. Io non avevo mai visto una cosa del genere. Non pensavo, giuro, che quella cosa potesse fare un effetto del genere. Ho dovuto strofinarmi a lungo contro il muro. Poi mi sono fatta una doccia fredda.
Ho chiuso gli occhi per non vedere, ho appallottolato la copertina della rivista e me la sono mangiata.

Vedi anche:
Il sesso secondo i Rollingballs

 






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mercoledì, 24 novembre 2004

Rialzo termico

 

Ma volete capirlo che io non sono come voi? Non sono umano. Il mio regno non è di questo mondo.

Tutti a dirmi, nei commenti: «Ma dove sei?… Ma che fine hai fatto?… Ma sei ancora vivo?». Certo che sono vivo, e non mi sono mai mosso da qui. Ma ho i miei tempi, dovete capirlo. Io non sono come voi, ripeto.

Sapevo di rischiare qualche incomprensione, quando ho aperto un blog. Un blog è un diario, dopotutto, e la sua scansione, così come i vostri cicli biologici, è conforme al periodo di rotazione del vostro pianeta. Noi non abbiamo un pianeta, viviamo un po' dappertutto. Il nostro giorno non ha una durata fissa, né il sorgere e tramontare di una stella può influire su alcuna delle nostre faccende, se mai ci dedichiamo a qualche faccenda. Noi rollingballs abbiamo un senso del tempo affatto diverso rispetto a voi umani. Noi siamo immortali, poiché ciascun individuo della mia specie eredita i pensieri, le esperienze e i ricordi dell’ individuo da cui ha avuto origine; ed essendo immortali, possiamo concederci il lusso di oziare, di non fare assolutamente nulla. Il tempo è per noi una risorsa illimitata, perciò non corriamo il rischio di sprecarlo. Infatti, in queste quattro settimane in cui non ho postato né commentato, io non ho fatto nulla. Nulla di nulla. Anzi, una cosa ho fatto, per la verità: ho mangiato. E quanto ho mangiato!

Dovete sapere, infatti, che, nonostante manchi ancora più di un mese a Natale, i consumi sono aumentati dell’ 83,5%. Un dato ISTAT? No: un’indagine condotta da me personalmente su un significativo campione di cassonetti. Quasi raddoppiata quindi, per me, la disponibilità di cibo. Ora, a me accade come ai bambini ingordi: mangio, mangio (schifezze, direte voi) e… mi viene la febbre. Il mio rialzo termico, però, non è affatto una malattia: un rollingball può mangiare le più mefitiche immondizie senza che la sua salute ne subisca alcun danno. Da millenni noi rollingballs ci nutriamo di immondizie e veleni; siamo mitridatizzati, per così dire; un po’ come i topi.

La temperatura mi si è alzata, vi dicevo; ma non di moltissimo: ha raggiunto appena i 200 gradi Celsius (circa 392 gradi Fahrenheit). A questa temperatura, la plastica (alimento principe nella nostra dieta), fonde, divenendo un succo perfettamente assimilabile dal nostro organismo. Se avessi mangiato, poniamo, bottiglie di vetro e le lattine dei fagioli (ormai vuote del loro contenuto, ovviamente), la mia temperatura sarebbe salita fin oltre i mille gradi Celsius. Ora, capirete che una palla incandescente che rotola di qua e di là può costituire un pericolo per un immobile, fosse pure un appartamento scarsamente arredato qual è il mio: potrei rovinare lo smalto delle piastrelle di ceramica, mandare a fuoco gli infissi di legno solo sfiorandoli, fondere il telecomando del televisore e le periferiche del pc. Per questa ragione, evito di mangiare rifiuti la cui temperatura di fusione superi i 500 gradi.

State pensando di invitarmi a passare l’inverno a casa vostra? Accetterò l’invito, ma bisognerà concordare… un piccolo compenso. Dopotutto, oltre a farvi risparmiare sulle spese di riscaldamento, vi risolverei il problema della raccolta differenziata dei rifiuti. Il rollingball è affettuoso, non sporca (anzi, pulisce), non dovete portarlo dal veterinario. Qualche problema può darlo quando va in calore; ma volete mettere le soddisfazioni che può regalarvi, intelligente e prestante com’è.



Il mio ritratto

E’ difficile, nella vostra lingua, riferire dei sentimenti, delle opinioni, delle emozioni di un rollingball. Difficile, per quanto sembri facilissimo, persino descrivere l’aspetto di un rollingball: quando hai detto che è sferico, hai detto tutto e non hai detto niente; ma in fondo non c’è nient’altro da dire. Se io fossi un mostro con nove teste, con una cresta di drago su ogni testa, e avessi la coda di Chimera, le zampe dell’ornitorinco, e delle fauci leonine o un becco di tucano per ogni testa... Ma sono una sfera, e di una sfera la descrizione è presto fatta: è sferica. La sfera, oltre a essere la negazione della forma, limita le possibilità del linguaggio, castra ogni slancio fantastico. Il linguaggio, anche quello astratto delle argomentazioni filosofiche, non può fare a meno di alcuni fondamentali concetti spaziali, come quello di sotto e sopra, di destra e sinistra. Di una sfera, e per di più una sfera che rotola, cosa si può dire? E’ bella? E’ brutta? Se si muove, va avanti o Indietro? Le sue funzioni biologiche superiori, quelle del pensiero, dove sono collocate: superiormente o inferiormente? E quelle inferiori o sessuali? E se esiste un Dio, questo Dio della sfera, dov’ è? In alto? Ma ciò che in un dato momento è in alto, l’istante dopo è in basso per la sfera rotolante. E qui mi fermo, lasciando a voi altre possibili speculazioni bio-filosofiche o morfo-teologiche. Piuttosto, e a proposito, vi racconto di una cosa che mi accade in questi giorni.

Ho chiesto a un amico disegnatore di farmi un ritratto. E’ un essere umano, il mio amico, ma non ha molte cose in comune coi suoi simili. E’ un artista, un tipo strano, un alieno quasi come me. Tra noi alieni ci intendiamo a meraviglia; eppure ho posato per ore e ore e il ritratto non è stato neppure iniziato.
«Come lo facciamo, questo ritratto?», mi ha chiesto.
«Non è che ci sia tanto da sbizzarrirsi e da inventare: devi solo disegnare una sfera», gli ho detto.
«Sì, ma quell'inutile escrescenza, come la disegno?»
«Inutile sarà la tua, di escrescenza», gli ho detto. «Puoi disegnarla come ti pare: sopra, sotto, a destra, a sinistra….»
«Ma a destra o in alto rispetto a cosa, se non hai gambe né braccia, né un culo, né un torace. E neanche le palle hai… senza offesa, palla».
«Puoi prendere come riferimento il punto di tangenza tra la sfera e il suolo», dico io.
«Sì, ma questo punto varia di momento in momento, a mano a mano che rotoli», mi fa. «Tanto che l’escrescenza… sì insomma, quella imperfezione sulla superficie sferica, potrebbe ritrovarsi sotto la mole sferica del tuo corpo, finire schiacciata o impedire il rotolamento».
«Scusa, ma tu devi farmi il filmino della prima comunione o un ritratto?», gli faccio. «Un ritratto è un’immagine statica, un’istantanea, ripresa in un singolo momento e di una precisa postura del soggetto…»
«Quale postura?… A parte il fatto, scusami, che sei piuttosto inespressivo. Insomma non c’è un’emozione, un particolare che io possa cogliere e enfatizzare… E’ frustrante fare un ritratto a una sfera… A meno che non mi consenti di prendermi qualche piccola licenza.»
Va bene, basta che sia piccola», gli ho detto. «Certo, se disegni un cubo, invece che una sfera, farai un quadro cubista, ma il ritratto non avrà niente a che vedere col soggetto…»
Alla fine il mio amico mi ha aiutato a montare sulla sedia e mi ha raccomandato di stare lì fermo. Sto fermo in posa da dodici ore ormai, immobile. Tempo ce n’è. Annoiarmi, non mi annoio. Lui beve una lattina di birra dietro l’altra, si gratta il pizzetto, ogni tanto prende in mano matite e pennelli, li soppesa perplesso. Mi scruta a lungo con sguardo obliquo, guarda alternativamente me e la tela, poi rinuncia e torna a bere. La tela è ancora bianca, ma io non ho fretta.
















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venerdì, 29 ottobre 2004

Il mito del rollingball
(secondo Platone)

Dov’eravamo arrivati? Stavolta ho dormito per 240 ore di fila. Qualcuno, mentre io dormivo, rispondeva ai commenti al post precedente, ma non ero io. Per meglio dire: ero io nel senso che nessuno di noi 13 agisce secondo una sua personale volontà o inclinazione, anche quando si tratta di decidere se andare a letto o guardare la televisione; non ero io nel senso che la causa efficiente per cui quelle frasi si produssero non fu un mio gesto, ma il gesto di un altro individuo del branco. La parola individuo non ha senso, riferita a un rollingball. Il rollingball, non solo non è un individualista, ma non è neppure un individuo. Il Rolloingball (con la R maiuscola) è uno e molteplice, cosicché ognuno di noi, in un certo senso, fa esattamente ciò che fanno gli altri dodici; tuttavia questa particolare dislocazione della palla nello spazio tridimensionale, questo specifico e sferico gomitolo di visceri e neuroni che occupa un metro cubo di spazio (all’incirca), in questo preciso punto dello spazio, insomma questa cosa tonda che chiamo “io”, per dieci giorni non ha fatto nulla: non ha scritto, non si è rotolata nell’immondizia, non ha pensato. Dormiva acquattata sotto il letto (sognava, forse).
Da ora in avanti, perciò, sappiate che quando dico “io” intendo “tutti quanti” se sto parlando dei pensieri, delle emozioni o delle opinioni dei rollingballs; mentre intendo una palla specifica se sto parlando del corpo, della singola palla materiale, di ciò che del rollingball è visibile e tangibile.

Ora, dovete sapere che io, dopo l'ultima riproduzione (e qui, dicendo io, mi riferisco a questo mio corpo attuale, a colui che sta scrivendo questo post), non sono perfettamente sferico. Una delle mie piccole protuberanze, infatti, non è proprio piccola, non è una spora, ma somiglia in maniera impressionante (se qualcuno si lascia ancora impressionare da queste cose) a un pene umano. Magari un po’ rattrappito, o non ancora sviluppato, ma la forma è quella. Un altro mio fratello presenta, sulla superficie sferica, una specie di finestra, un oblò vetrato che lo fa somigliare a un primitivo sommergibile: potrebbe essere un occhio. Un altro presenta una rientranza, qualcosa come un buco, uno sfintere frastagliato: potrebbe essere un organo sessuale femminile… Comunque è un buco. Un altro ancora ha una manina, ma piccola, con le dita appena accennate come quelle di un feto. E così via. Ognuno dei 13, insomma, ha una caratteristica, una deformità, un’escrescenza la cui forma richiama inequivocabilmente un arto, un organo, una parte anatomica di chiara derivazione umana.

Io sono il più sfortunato di tutti, con questo membricolo che a volte si allunga come l’antenna di una lumacone. Ahimè, che me ne faccio del bottone senza l’asola? Del pestello senza il mortaio? Di un dito senza un naso da scaccolare? E del resto non posso avvalermi della collaborazione di alcuno dei miei fratelli. Posso percepire i loro pensieri, come li pensassi io stesso, ma non so dove siano finiti: ci siamo sparpagliati per il mondo come i dodici apostoli. Potessi almeno incontrare - incontralo per caso, come s’incontrano due biglie sul un tavolo di biliardo per una fortuita carambola - quello dotato di una mano!

 

Il destino di noi rollingballs, qui sulla terra, è molto simile a quello dell’androgino Platonico. Anche lui era una specie di palla rotolante (come il più sapiente dei miei suggeritori ha notato).

Sentite cosa dice Platone nel Convivio:

“ … Il suo aspetto [dell’essere umano primigenio, o androgino] partecipava di entrambi [i generi], del maschile e del femminile […..]. Inoltre, era di forma tonda, con quattro mani e quattro gambe, e due facce sopra il collo rotondo, del tutto simili; e su entrambe le facce, che guardavano una da un lato e l’altra nel senso opposto, un’unica testa, e quattro orecchi, e due sessi, e tutto il resto come si può indovinare da questi elementi. Camminavano diritti come ora, in qualunque direzione volessero; ma quando correvano, come i saltimbanchi fanno capriole in cerchio portando le gambe in alto, così loro rotolavano rapidamente poggiandosi su quei loro otto arti.”.
Il filosofo continua poi dicendo che questi strani esseri erano molto potenti, tanto da costituire una minaccia per gli déi; cosicché Zeus, per dimezzare la loro capacità di nuocere, li tagliò in due come cocomeri. Da lì iniziò la ricerca, da parte dell’essere dimidiato, della sua metà complementare.

Ora voi capirete che, se è già difficile per un essere umano (restando nel mito platonico) trovare una sua metà purchessia, per noi rollingboll sarà quasi impossibile ricongiungerci tutti e tredici per ricostituire la sferica unità originaria. Io mi accontenterei di incontrare quello dotato di una mano: insieme faremmo un tandem quasi perfetto. Altre soluzioni sono ipotizzabili, come capite… A un umano che volesse darmi una mano, per esempio, non direi di no.


 








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domenica, 24 ottobre 2004

Sono nati! (sono nato)


SBANG!
Ho sbattuto come dio comanda, ed ecco: mi sono pluripartorito. Riprodursi, per un rollingball, vuol dire riprodurre esattamente se stesso, ottenere delle copie identiche di se stesso, assolutamente conformi all'originale. Non solo ognuno dei miei "figli" è identico a me geneticamente, ma possiede tutti i miei ricordi, ha il mio stesso bagalio d'esperienze. Niente disaccordi tra i fratelli, quindi; e nessuno conflitto generazionale.
Se ho contato bene, i miei "io" adesso sono 13, esattamente come le mie ex protrusioni. Che emozione! Ma ho anche qualche preoccupazione: le nuove palle sono molto piccole, e il quartiere è pieno di gatti...

Oddio, proprio identiche, stavolta, le palle figile non sono. L'occhio del mammo nota la presenza di qualcosa come... una mutazione genetica, dovuta senza dubbio al mio soggiorno sulla terra e al fatto che l'individuo contro cui mi sono sbattuto ha lasciato, indebitamente, un suo segno. E' un fatto assolutamente anomalo, che mi lascia sbigottito e un po' preoccupato. Ognuna delle 13 palline presenta una minuscola caratteristica umana (e forse, fondendo i 13 tasselli in un'unica immagine, potrei ottenere le sembianze dell'altro genitore): una manina, un occhio, due tette... un pisello... Oddio, non mi sarò mica sbattuto contro un maschio? Sono finito sotto un trans?

Per il cibo non ci sono problemi, la mia prole avrà di che nutrirsi per sempre in questo mondo sommerso di rifiuti. Ma come saranno i figli dei miei figli? Quali mutazioni ci attendono? Amici terrestri che leggete, devo preoccuparmi? Devo smettere di sbattermi? Per castrarmi dovrei praticamente scorticarmi, per sterilizzarmi dovrei farmi bollire vivo. Si accettano consigli, profezie, consulenze di ingegneria genetica... o almeno un mazzo di fiori per la puerpera (potete consegnarlo a uno qualsiasi dei 13 neonati).

Chi vi parla non è più il vecchio rollingball, ma una delle 13 palle figlie, a scelta; poichè ognuna, come vi spiegavo, è padre-madre e figlia/o al tempo stesso (nonchè nonno, trisavolo, pronipote, pro-pronipote...). L'albero genealogico di noi rollingballs è praticamente un cerchio.




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lunedì, 18 ottobre 2004

Vita da rollingball

Sono solo in questo mondo, solo come un topo superstite in un buco dopo che il gatto ha mangiato tutti i topi dell’appartamento. Solo come una colf filippina nel suo giorno di libertà. Solo come un pomodoro marcio in un frigorifero vuoto. Mi sento un esiliato, come un un extracomunitario nero e clandestino nel sottotetto di una casa non signorile nella periferia di Treviso. Un alieno esiliato sulla terra: ecco cosa sono. Non esco mai di casa: non devo. Non posso e non devo mostrarmi, finché non sarà giunta la mia ora. Uno come me darebbe troppo nell’occhio, come potete capire.
Mi sa che devo evolvermi. Anzi, subire un’involuzione; comunque assumere un’altra forma. Una palla può fare ben poco in un pianeta come questo. Il fine settimana, specialmente, io mi annoio! Mi annoio come una vecchia zitella a corto di amici e di spasimanti, come un vecchio paralitico imbottito di pannoloni in un ospizio, come un pesce rosso in un’ampolla di vetro, anzi di plastica. Non so che fare, non so dove andare; a parte il fatto che sarebbe rischioso farmi vedere in giro: verrei intercettato dall’aviazione militare e trasferito immantinente in qualche centro di ricerca ultrasegreto, dove sarei tagliato a fette sottili come un prosciutto.
Non posso prendere l’autobus, non posso fare una passeggiata, ho una scarsa manualità… Anzi, non ho affatto le mani, né arti di sorta. Per masturbarmi devo strofinarmi contro le pareti del miniappartamento. Esco di notte per rifornirmi di cibo. Di notte, come i vampiri e gli ubriaconi. E non vado al supermercato, ovviamente. A parte che i supermercati sono chiusi di notte, ce lo vedete un alieno di forma sferica in un supermercato, aggrappato al carrello, in fila alla cassa? E comunque devo nutrirmi, se non voglio morire prima che il mio destino si compia. E allora prendo un sacco di plastica vuoto, di quelli usati per la spazzatura, e vado ad attingere al cassonetto, qui sottocasa. Infatti, come vi dicevo in uno dei post precedenti, noi rollingballs mangiamo monnezza. Si, lo so, anche voi umani: l’unica differenza è che noi la mangiamo dopo che è stata buttata via, la monnezza. Ci piace di tutto: dalle scorze di patate al tetrapak, dagli yogurt scaduti alle batterie scariche. Insomma, prendo il sacco nero e vado giù al cassonetto, come un vecchio pensionato; ma per prelevare i rifiuti, e non per buttarli. E’ l’unico momento della giornata in cui prendo una boccata d’aria. Non è un problema rotolarmi giù per le scale, il difficile è farle in salita, spingendo avanti il sacco traboccante di rifiuti. Come faccio a spostarmi in salita, o a salire le scale? E’ presto detto: i miei visceri e i miei organi interni si spostano in avanti, spostando il baricentro. Mi aiuta, inoltre, il fatto che il mio corpo, pur essendo a forma di palla, non è una palla rigida e indeformabile. Quando faccio le scale in salita ho una forma ameboidale, più che sferica. Comunque è una gran fatica, credetemi. Vita da rollingball!
L’arredamento del mio miniappartamento è essenziale: solo una sedia, il computer e il televisore. L’uso del computer è facilitato da un dispositivo evoluto di comando vocale, ma ho problemi col televisore, in particolare con il telecomando. A volte non riesco a cambiare canale, cosicché devo sorbirmi nonno Libero, il tg4, Bonolis, il grande fratello e porta a porta e Marzullo per giorni e giorni.
La televisione mi piace, lo confesso Ma la cosa che più mi diverte è leggere libri. Ho letto un sacco di libri ultimamente, ma tutti on line, dato che mi riesce difficile sfogliare le pagine.
Sì, devo ammettere che la forma sferica non è la più adatta alla sopravvivenza in questo mondo. Io sono un essere perfetto, come ebbi a dirvi: frutto di milioni di anni d'evoluzione; ma, in questo pianeta, mi vedo costretto a rinunciare alla mia sferica perfezione e ad affrontare un rapido percorso involvolutivo, per adattarmi all’ambiente. Devo solo scegliere a che bestia, tra quelle esistenti, voglio somigliare. Sono indeciso tra Bruno Vespa e un dasiuro.







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lunedì, 11 ottobre 2004

Ho sognato. Ma cosa?

 

No, non mi sono ancora sfracellato. Ho schiacciato un pisolino. Ma ho dormito pochissimo, appena 72 ore.

Il mio ciclo sonno-veglia è un po’ alterato negli ultimi tempi. Sarà colpa del blog? Può darsi. Anche se non capisco bene cosa può inquietarmi di questo stupidissimo blog.

Normalmente i rollingballs si mantengono svegli e lucidi per quarant’otto ore buone, poi si addormentano di colpo e dormono per una quindicina di giorni, senza interruzione. Il sonno arriva senza preavviso, senza sbadigli. E’ come se qualcuno staccasse un interruttore o togliesse il tappo: in due secondi, plaff, mi sgonfio.

Quando dormo, specie se il sonno è tranquillo, io mi affloscio completamente, tanto da somigliare a una pagnotta, più che alla solita palla.

E’ stato un sonno agitato, ho sognato. A noi rollingballs capita raramente di sognare. Che sogni può mai fare una palla?, vi chiederete. Ma sogni erotici, è ovvio. Se siete passati di qui, avrete certamente notato una cosa acciambellata sotto il tavolo o ai piedi del letto, una cosa simile a un gattone paffuto, raggomitolato, che lievitava, poi si sgonfiava, poi lievitava di nuovo, come respirasse… Bene, quella cosa ero io. Ma non saprei dire se quel lievitare-sgonfiarsi, quando dormo, sia dovuto all’inspirazione-espirazione ovvero al capriccioso va e vieni, all’apparire e sparire, nel sogno, di qualcosa… qualcosa che mi attrae e eccita i miei sensi anche mentre dormo. Ma cosa? Che forma può mai avere (vi chiederete, e io stesso mi chiedo) l’immagine che turba il mio sonno? Ebbene, normalmente ha una forma qualsiasi, o non ha alcuna forma: basta che respiri. E’ sufficiente, cioè, che sia un essere vivente e non - poniamo - una blocco di marmo o una statua. Ultimamente, tuttavia, mi pare che l’immagine sensuale tenda a somigliare a una ciambella (col buco).

Ormai il momento è vicino. Non vedo l’ora di sfracellarmi contro un essere umano… Umano? Ebbene, l’ho detto. In questo pianeta mi piacciono soprattutto gli umani, anche se per molti aspetti mi irritano. Gli umani sono più stupidi dei cardi selvatici, più stupidi degli ippopotami. Eppure mi piacciono. Ma non tutti gli umani mi piacciono allo stesso modo: trovo più attraenti quelli di forma sinuosa e con due rigonfiamenti sul petto. Questa è senza dubbio una perversione, se non un tralignamento biologico, una mutazione addirittura, dovuta - io credo- a un’influenza negativa del clima, o non solo del clima. Normalmente i rollingballs non hanno predilezioni legate al sesso e alla specie.

Voi che ne dite?


 


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mercoledì, 06 ottobre 2004

Metamorfosi

Ragazzi, fino a qualche giorno fa somigliavo in modo impressionante a Pacman, solo leggermente più tridimensionale, e ora... che mi sta succedendo?... Mi sento tutto escrescenze e bitorzoli. Uno in particolare... E non è neanche primavera!
L'aria di questo pianeta non mi fa bene.
Ho la testa piena di pensieri lubrici. Non mi starò mica trasformando in uno sporcaccione terrestre?
Un rollingball erotomane non si era mai visto!




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venerdì, 24 settembre 2004

Il sesso secondo i Rollingballs
(per un universo più pulito)


 

Mi presento: sono un rollingball, l’essere più progredito dell’universo. Finalmente saprete perché sono qui. In parte mi sono presentato, sono addirittura in confidenza con alcuni di voi, tanto che già fate gli spiritosi con me e io con voi.

Che strani, voi umani! Sapete così poco della vostra specie, della vostra provenienza, della vostra conformazione intellettuale e del vostro destino, eppure non siete tanto smaniosi di conoscere voi stessi quanto di raccattare notizie su tutto ciò che è alieno, inesplicabile ed estraneo al vostro primitivo intelletto. E che poi l’alieno sia un messia o un abitante di Marte, non fa differenza per voi.

Per la verità mi aspettavo che almeno in questo angolo del vostro mondo, abitato dalle migliori intelligenze, qualcuno di voi volesse imparare alcunché di veramente utile, approfittando delle mie sterminate cognizioni matematiche, delle mie meravigliose conoscenze nel campo della fisica, dell’astrofisica, della geometria decadimesionale; invece mi ponete domande del tipo: si caga nel vostro pianeta? E dove cagate? Scopate? Vi piace scopare? Se non ho capito male, le prime due domande riguardano le modalità di eliminazione delle scorie organiche, le altre due i meccanismi di riproduzione degli individui della mia specie. Proverò a rispondere a tali domande, ma in parole molto povere e adatte al vostro rudimentale comprendonio, perché pretendere, per me Rollingball, di far comprendere a un umano com’è fatto un Rollingball, sarebbe impresa non meno ardua che per un umano spiegare a una capra la Metafisica di Aristotele.

Per quanto riguarda ciò che chiamate “cagare”, dirò subito che noi non espelliamo rifiuti, ma assimiliamo rifiuti, o, se preferite, li mangiamo; e l’assimilazione non produce alcuna scoria. Tutta la materia assimilata diventa poi… energia riproduttiva. Capirete meglio il concetto quando vi spiegherò in che modo noi Rollingballs ci riproduciamo.

Il Grande Ingegnere, colui che progettò l’evoluzione della nostra specie, durata milioni di anni e giunta ormai allo stadio della perfezione suprema (non per niente noi abbiamo una forma sferica, e la sfera, come si sa, è la più perfetta tra tutte le forme geometriche), ci attribuì il ruolo di “spazzini dell’universo”. In che modo adempiamo alla nostra missione? E’ presto detto. Per nutrirci e per riprodurci, ogni tanto invadiamo pacificamente un pianeta abitato da creature quasi intelligenti, come il vostro, e mangiamo tutta la loro merda, tutti i loro rifiuti, organici e inorganici.

La nostra “venuta al mondo”, nel mondo prescelto, potrebbe essere paragonata alla nascita di un messia. Ciò che per voi è inconcepibile, per noi è facilissimo: uno di noi si lascia risucchiare in una faglia spaziotemporale, quindi, una volta raggiunto l’obiettivo… si riproduce. E qui veniamo alle domande concernenti il meccanismo di riproduzione dei Rollingballs. Per riprodurci, noi Rollingballs, facciamo un po’ come voi: ci sbattiamo… No, non esattamente come voi. Mi spiego meglio.

In uno dei miei post precedenti, vi spiegavo che il mio corpo sferico è cosparso di palle, che sarebbe inesatto definire testicoli o coglioni. Piuttosto, ognuno di questi bitorzoli è una spora che contiene tutte le informazioni genetiche utili a dar vita a un nuovo individuo. Anche noi, in un certo senso, andiamo “in calore”. Avviene quando le spore giungono a maturazione: diventano gonfie, turgide, di dimensioni enormi, tanto da farci assomigliare a un grappolo d’uva. E allora siamo presi dall’irrefrenabile impulso di strofinarci contro un essere vivente di qualsiasi specie, e devo dire che il nostro modo di strofinarci piace molto tanto a noi Rollingballs quanto a tutte le specie viventi dell’universo. Alcune delle nostre palline, mentre ci strofiniamo, si allungano, diventano come delle protuberanze cilindriformi, dei tentacoli che entrano in tutti gli orifizi dell’essere vivente che ci è capitato a tiro. Finita poi la fase degli strusciamenti, ci allontaniamo dall’amato bene, prendiamo la rincorsa ed ecco: sbattiamo violentemente contro di lui (o lei, non fa differenza): una, due tre volte; fino a quando il nostro corpo si disfa e si sgrana proprio come un grappolo d’uva e le spore, divenute sempre più turgide, si staccano dal corpo sconquassato e si sparpagliano in un raggio di molte miglia. E’ come una polluzione, un’esplosione di palloncini festanti, e ognuno di quei palloncini è un Rollingball perfetto, maturo, saggio e sapiente come il padre (o la madre, se preferite) da cui è nato.

Ecco, vi ha spiegato, in parole poverissime, come si riproducono i Rollingballs. Adesso nel vostro pianeta c’è un Rollingball, seppiatelo. E prima o poi sceglierà uno di voi, più o meno come lo Spirito Santo scelse una vergine perché avvenisse ciò che sapete. E allora i miei innumerevoli figli, del tutto simili a me, compiranno la missione per cui noi Rollingballs esistiamo: mangeranno tutta la vostra immondizia e ripuliranno il vostro meraviglioso pianeta, che tornerà come nuovo.

Compiuta la missione, ognuno dei milioni di silenziosi, servizievoli e gentili Rollingballs sarà inghiottito da una faglia spaziotemporale e verrà al mondo in un altro pianeta sommerso d’immondizie. Sono tante le palle che ruotano nell’universo attorno ad altre palle, ma così tante e sporche che neanche ve lo immaginate.



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martedì, 21 settembre 2004

INCONTRI DELL'ULTIMO TIPO

Sono incontri illusori, che avvengono quando abbiamo bisogno di illuderci, quando sembra che nessun incontro possa più avvenire.
Credi di vedere un disco volante, o un angelo, cose di un altro mondo, ed era solo un riflesso, un moscerino sugli occhiali.
Avviene quando non vuoi più incontrare nessuno, né avere a che fare con alcun essere umano, e passi la vita davanti al televisore, o a scrivere in un blog e a far visita ai coinquilini virtuali.

Ma esistono forme di vita tangibili in questo pianeta? O siete tutti immateriali e incorporei? In fondo, lo so, non fa differenza: la materia è una forma d'energia, uno degli stati possibili dell'energia. Ma io sono un extraterrestre in carne e ossa, accidenti, e vorrei incontrare persone in carne e ossa, di qualsiasi razza e specie. Finora ho incontrato solo ombre. Ad alcune mi sono affezionato, persino. Sono ombre di qualcosa/qualcuno, o hanno un'esistenza autonoma e non sono nient'altro che ombre?





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mercoledì, 15 settembre 2004

IMPRINTING

grazie, amici. ho già incontrato alcuni esseri di questo strano mondo e mi sono subito affezionato a loro, come ET o come l'oca Martina di Lorenz. questione d'imprinting. voglio già così bene a questi amici che li ho linkati, perchè nel frattempo ho imparato a fare la cacca nel vasino e a linkare. impario in fretta, io. sono una palla tutta cervello e palle, come vi spiegavo nel post precedente. qualcuno di voi mi ha definito ometto, ma in effetti non sono ancora un ometto, sono quasi un neonato. ecco, un neonato sapiente che sa già un mucchio di cose. per esempio, che le parole non significano ciò che sembra significhino, e questo si chiama metafora. quando invece significano esattamente ciò che sembrano significare, spesso si chiamano bugie, o, metaforicamente, palle, anche se in questo caso è difficile capire qual'è il nesso tra la cosa sferica e la bugia. domanda: la bugia è sferica? perchè?
grazie delle lezioni che mi avete impartito nei commenti. ditemi tutto, qualunque cosa, anche la più scontata per voi, non abbiate riguardo. vi abbraccio con le mie piccole braccia esili.


pubblicato da falsocontatto, alle 22:32 | Link: | commenti (12)






AVVERTENZE:

Questo è un blog per lettori affezionati. E' praticamente impossibile capire l'ultimo post se non avete letto tutti i post precedenti.


IL MIO RECAPITO


Ho rapporti intimi con:

* ARDEN (la più grande poetessa della galassia)

*ANNALISA (la mia psicAnnalista di fiducia)

*AVANZI (per me, che di avanzi mi nutro, è il massimo)

*CRISCIA LUNADIGIORNO (mi fa pensare alla patria lontana)

*E COME ELENA E COME ANDROMACA (c'entra qualcosa con l'Iliade?)

*ELLYELLE (ogni cosa è un perchè?)

*FRENETICA FANNULLONA (e assai simpatica)

*GLORIA DETTA PENNASTILO (la Madame de Staël del 2000)

*IPERURANO (deve essere uno straniero come me)

*JITTERBUG (è simpatica, ma c'ha il moroso)

*LA STRANIERA (angelica ma terrena, Raffinata e spirotosa)

*LIBIDOMECCANICA (il suo non è un blog)

*MARIFRA (impareggiabile fotografa)

*MARKELO UFFENWANKEN (uno scrittore bravo quanto incazzato)

*METALLOPERTUTTI (sconclusionati, ma mi piacciono)

*MISSY (un altro cervello alieno nella blogosfera)

*PAMELA CANALI (deliziosi racconti)

*ReA M (è fresca, vera e sincera)

*ROBESTRANE (scrittore molto promettente)

*SWANDIVE PECORA NERA (è tornata!!!!!!!!!!!!!!!)